| Inglese (English) † | |||
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| Creato da: | {{{creatore}}} nel {{{anno}}} | ||
| Contesto: | {{{contesto}}} | ||
| Parlato in: | Gran Bretagna, USA, Canada, Australia ed altri 49 paesi | ||
| Regioni:Parlato in: | {{{regione}}} | ||
| Periodo: | {{{periodo}}} | ||
| Persone: | 541-1.400 milioni | ||
| Classifica: | 4 | ||
| Scrittura: | {{{scrittura}}} | ||
| Tipologia: | SVO isolante - tonica | ||
| Filogenesi: |
Lingue indoeuropee |
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| Statuto ufficiale | |||
| Nazioni: | vedi qui | ||
| Regolato da: | non ufficialmente dall'Oxford English Dictionary |
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| Codici di classificazione | |||
| ISO 639-1 | en | ||
| ISO 639-2 | eng | ||
| ISO 639-3 | eng (EN) | ||
| SIL | ENG (EN) | ||
| SIL | {{{sil2}}} | ||
| Estratto in lingua | |||
| Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - Art.1 All human beings are born free and equal in dignity and rights. They are endowed with reason and conscience and should act towards one another in a spirit of brotherhood. |
Il Padre Nostro All human beings are born free and equal in dignity and rights. They are endowed with reason and conscience and should act towards one another in a spirit of brotherhood. |
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| Traslitterazione {{{traslitterazione}}}
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| Lingua - Elenco delle lingue - Linguistica | |||
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Distribuzione geografica dell'inglese. |
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L'inglese (nome nativo English, IPA: ['ɪŋglɪʃ]) è una lingua indoeuropea appartenente al ramo occidentale delle lingue germaniche, assieme all'olandese, all'alto e basso tedesco, al fiammingo e al frisone. Conserva ancora un'evidente parentela col sassone continentale (dialetto del basso tedesco). L'inglese occupa una posizione del tutto particolare, non solo rispetto alle lingue germaniche, ma anche all'interno del gruppo linguistico indoeuropeo: ha talmente semplificato e alterato la propria struttura da avvicinarsi ormai più a una lingua isolante piuttosto che ad una lingua flessiva. Dal punto di vista del vocabolario, inoltre, contiene dei termini di origine non-germanica, alcuni termini latini ed è verosimilmente la lingua più aperta all'ingresso di nuovi termini da altre lingue.
Nel corso del XX secolo l'inglese è divenuto la lingua franca per eccellenza, abbattendo la precedente supremazia del francese che a sua volta aveva sostituito l'italiano ed il latino a fini di comunicazione diplomatica e scientifica. È oggi anche strumento per la comunicazione fra etnie prive di connessioni culturali, scientifiche o politiche.
Si calcola che i parlanti inglese come lingua madre (English as a native language, ENL) siano circa 350 milioni, i parlanti di English as a second language (ESL), cioè accanto alla lingua nazionale o nativa, circa 300 milioni, i parlanti di English as a foreign language (EFL), cioè come una lingua appresa a scuola ma non in uso nel proprio paese, circa 100 milioni. Il numero di coloro che non usano l'inglese come lingua madre supera dunque quello di coloro che lo parlano dalla nascita.
L'inglese è usato come lingua madre (ufficialmente) nei seguenti paesi:
È impiegato come lingua ufficiale in: Botswana, Camerun, Isole Cook, Figi, Filippine, Gambia, Ghana, Hong Kong, India, Kenya, Kiribati, Lesotho, Malawi, Malta, Mauritius, Namibia, Nauru, Nigeria, Pakistan, Palau, Papua Nuova Guinea, Porto Rico, Samoa Occidentali, Seychelles, Sierra Leone, Singapore, Isole Salomone, Tuvalu, Swaziland, Tanzania, Uganda, Vanuatu, Zambia e Zimbabwe.
Nel suo lungo sviluppo l'inglese si è notevolmente alterato. Convenzionalmente si divide l'evoluzione diacronica della lingua in cinque fasi:
È possibile estrapolare delle date approssimative tra le molte proposte, e dire che l'AS va dall'invasione della Britannia ad opera di Sassoni, Juti e Angli (V secolo d.C.) fino alla più massiccia e seconda fase di cristianizzazione dell'isola. L'AI prende così il posto dell'AS, anche in virtù della supremazia del dialetto West Saxon su quello anglico, dovuto al rafforzarsi della situazione economica e politica degli stati del sud dell'Inghilterra rispetto a quella del nord (zona dei 5 regni) sino all'invasione normanna.
Il MI si può far terminare intorno all'inizio del XVI secolo.
Il PIM copre un periodo di tempo, che va da Shakespeare sino alla metà del Settecento. L'IM va dal settecento, con la comparsa di romanzi quali Robinson Crusoe di Defoe, sino ai nostri giorni.
Benché la lingua parlata si sia evoluta in questi secoli (per esempio, in Inglese Moderno la pronuncia di molte parole usate nelle opere di Shakespeare è differente da quella del Primo Inglese Moderno), la sua struttura è rimasta sostanzialmente immutata.
Secondo il resoconto del Venerabile Beda, le stirpi germaniche degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, partite dallo Jutland e dalla Germania settentrionale, si insediarono in quella regione della Britannia che è oggi l'Inghilterra nel 499 d.C.
Gli Juti si stabilirono nel Cantium (Kent), gli Angli nell'Anglia orientale, nelle Midlands e in Northumbria, i Sassoni nell'Essex, nel Middlesex e nel Wessex - cioè rispettivamente regno dei Sassoni orientali, di mezzo ed occidentali.
Sotto la spinta dei nuovi venuti i Celti in parte si assimilarono, in parte si spostarono a ovest (North Walas, West Walas o Galles, Sûth Walas o Cornovaglia).
Il sistema vocalico dell'AI consta di sette vocali, che possono essere brevi o lunghe:
La lunghezza delle vocali non veniva indicata graficamente.
A partire dal X secolo le atone brevi a, e, o e u tendono a confluire nel suono indistinto schwa [ə] così frequente nell'inglese moderno.
I dittonghi sono:
Tra le consonanti:
L'AI, a differenza dell'IM, possiede una ricca flessione, sia nominale che verbale. I generi sono tre, maschile, femminile e neutro.
Come in tedesco, il nome nell'AI presenta quattro casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo. Le classi di declinazione più frequenti sono tre:
Altre declinazioni meno frequenti sono la atematica, quella in -r-, quella dei neutri con plur. in -ru.
| Declinazione in -a-, stân, masch., "pietra" | ||
|---|---|---|
| sing. | plur. | |
| nom | stân | stân-as |
| gen | stân-es | stân-a |
| dat | stân-e | stân-um |
| acc | stân | stân-as |
| Declinazione in -a-, land, neutro, "terra" | ||
| sing. | plur. | |
| nom | land | land |
| gen | land-es | land-a |
| dat | land-e | land-um |
| acc | land | land |
| Declinazione in -o-, cearu, femm., "dolore" | ||
| sing. | plur. | |
| nom | cear-u | cear-a |
| gen | cear-e | cear-a |
| dat | cear-e | cear-um |
| acc | cear-e | cear-a' |
I sostantivi atematici, masch. e femm., cambiano al plurale la vocale tematica in conseguenza di un antico umlaut: fôt, masch. "piede", plur. fêt.
Gli aggettivi, secondo una caratteristica delle lingue germaniche, seguono una declinazione forte, con le desinenze dei pronomi, e una debole, con le desinenze dei sostantivi in nasale. Un aggettivo segue la declinazione debole quando è preceduto da un articolo, un dimostrativo o un possessivo, la forte negli altri casi.
| Prima persona | |||
|---|---|---|---|
| sing. | duale | plur. | |
| nom | ic | wit | wê |
| gen | mîn | uncer | ûre |
| dat | mê | unc | ûs |
| acc | mê | unc | ûs |
| Seconda persona | |||
| sing. | duale | plur. | |
| nom | þû | git | gê |
| gen | þîn | incer | êower |
| dat | þê | inc | êow |
| acc | þê(c) | inc(it) | êow |
| Terza persona sing. | |||
| masch. | femm. | neutro | |
| nom | hê | hêo | hit |
| gen | his | hire | his |
| dat | him | hire | him |
| acc | hine | hî(e) | hit |
| Terza persona plur. | |||
| tutti i generi | |||
| nom | hî(e) | ||
| gen | hira | ||
| dat | him | ||
| acc | |||
L'articolo definito si presenta nella forma sê per il maschile, sêo per il femminile, ðæt per il neutro. Quest'ultima forma sopravvive nell'IM the e that.
L'articolo indefinito ( o indeterminativo) a\an è invariabile. Lo si usa davanti ai sostantivi singolari numerabili
Come in genere nelle lingue germaniche i verbi si dividono in due categorie: forti e deboli. Nei forti la vocale tematica muta passando dal presente al preterito al participio passato e dal singolare al plurale. P.es. da singan (cantare) si ha pret. sang, pret. plur. sungon, part. pass. gesungen. I verbi deboli formano il preterito mediante le desinenze -ede, -ode, -de, -te. Esistono varie ipotesi sull'origine di questa desinenza in dentale tipicamente germanica. Secondo alcuni autori deriverebbe dall'agglutinazione del verbo germanico per "fare" (qualcosa del tipo "I did change", "I change-did", "I changed"), secondo altri dalla particella tô, "to".
I verbi forti, molto numerosi in AI, tenderanno, col passare dei secoli, in gran parte a scomparire o a confluire nella più "regolare" declinazione forte. Quelli che si sono mantenuti sono in effetti i verbi di uso più frequente, quindi meno propensi a venir "regolarizzati".
Un esempio di AI: il Padre Nostro
| Per approfondire, vedi la voce Medio inglese. |
Il Medio inglese, o Middle English, è il nome dato alla lingua storica che ha come origine le diverse forme di inglese parlato nel periodo compreso tra l'invasione normanna e il tardo Rinascimento inglese. Grazie a Geoffrey Chaucer il Medio inglese emerse come una lingua letteraria, soprattutto grazie alla sua più celebre opera, i Canterbury Tales.
Con Giovanni Senzaterra pressoché tutti i possedimenti francesi andarono perduti (tranne le Isole del Canale, ultimo brandello del Ducato di Normandia). A partire dalla Guerra dei Cent'Anni i legami con la Francia, quindi, si affievolirono. Il vecchio proverbio "Jack wold be a gentilman if he cold speke Frensk" cominciò a perdere molto del suo significato. In Inghilterra cominciò a delinearsi un nuovo standard, basato sul dialetto di Londra e delle Home Counties.
L'introduzione della stampa in Inghilterra ad opera di William Caxton nel 1476 contribuì alla fissazione dell'ortografia ma, poiché ebbe luogo prima che si concludesse il Great Vowel Shift, determinò il primo grande divario tra scrittura e pronuncia.
Dopo la nascita della Chiesa d'Inghilterra nacque l'esigenza di una versione inglese della Bibbia. Nel 1611 fu data alle stampe l'Authorized Version. La stampa, la Riforma e l'affermazione del ceto medio ("middle class") ebbero come conseguenza la diffusione di quella che si andava affermando come lingua standard.
L'espansione coloniale dell'Inghilterra diffuse la lingua in vasti territori dell'America del Nord, dell'Africa, dell'Asia e dell'Oceania.
L'indipendenza degli Stati Uniti corrispose alla formazione di una varietà d'inglese, diversa dallo standard britannico, che si sarebbe affermata a livello mondiale nel XX secolo.
Il grande spostamento vocalico o Great Vowel Shift (GVS) è la più importante alterazione fonetica della storia della lingua inglese. Si può affermare che esso portò l'inglese alla sua pronuncia attuale. Il GVS non ebbe luogo nella stessa epoca nelle diverse regioni (in alcune, particolarmente al Nord, è assente nelle parlate locali al giorno d'oggi); si può comunque porre il suo inizio al XV secolo e considerarlo compiuto alla fine del XVI.
Il GVS riguarda le vocali lunghe:
Tra i dittonghi [iu] e [ɛu] confluiscono in [ju:] (mute). [ju:] tende a semplificarsi in [u:] dopo l, r, [tʃ] e [dʒ] (rude, chew, June pronunciati come rood, choo, joon).
[au] passa a [ɔ:] (law).
Le spiranti allungano il suono di una a che le preceda: mass [ma:s], bath [ba:θ], staff [sta:f].
La r, peraltro destinata a scomparire dopo vocale, impedisce il GVS introducendo uno schwa: door [doɜ], clear [kliɜ].
Scompaiono i suoni [x] e [ç], tranne in prestiti come lo scozzese loch [lox] o nei grecismi (e.g. chemistry [xemiztri] , . Il gh che li rappresentava perde ogni suono causando l'allungamento della vocale precedente (bright, night) ([briçt] > [brait], [niçt] > [nait]) oppure, specie in fine di parola, diventa [f] (cough). Caso particolare è il pronome di prima persona I, che deriva dall'antico *igh (cfr. tedesco ich), ma nel passaggio dal MI all'Inglese moderno, oltre al GVS subito dalla vocale lunga [i:], ha visto cadere anche nella lingua scritta il digramma gh.
[hw] diventa [w] (tranne che al Nord) ma si mantiene la grafia wh.
[j] tende a fondersi con la consonante precedente: ocean ['o:sjən] > ['o:ʃən], measure ['mɛzjər] > ['mɛʒə], future ['fju:tjur] > ['fju:tʃə], etc.
Uno dei fatti più importanti è la scomparsa della r postvocalica. Questa è una caratteristica tipica del Sud, assente ancor oggi dai Midlands verso nord e in Scozia. È assente negli Stati Uniti tranne nel New England orientale e nel Sud.
Il plurale in -s si afferma decisamente. Restano alcune forme con umlaut (foot, feet) e alcuni plurali in nasale (oxen).
Gli aggettivi sono normalmente invariabili, ma ci sono casi in cui il genere della lingua antica si è preservato, e.g. blond cambia a blonde con sostantivi femminili.
Diminuiscono notevolmente i verbi forti (ormai chiamati "irregolari"). All'interno di questa categoria scompare spesso la distinzione tra preterito e participio passato (cling, clung, clung).
Il congiuntivo si riduce fin quasi a scomparire. Nei rari casi in cui è impiegato è indistinguibile dall'indicativo tranne nei casi in cui ha una forma diversa (terza pers. sing. adesinenziale [he do], forma be del verbo essere).
La desinenza della terza persona singolare oscilla fra -(e)th (meridionale) e (e)s (settentrionale). Sarà quest'ultima forma a prevalere.
La forma progressiva (to be ...ing) diventa regolare.
La costruzione to be + participio passato (I am come) diventa molto rara con l'affermazione di to have in questa funzione.
Ci sono quattro tipi di tempi fondamentali:
facciamo degli esempi per ogni tipo di tempo
| Per approfondire, vedi la voce Lingue romanze. |
La lingua germanica delle isole britanniche, per quanto sia difficile parlare di un antico inglese unitario, subì una notevole latinizzazione in quattro fasi principali:
| Per approfondire, vedi la voce semantica. |
Di solito, quando una parola straniera è introdotta in una lingua essa subisce ciò che Baugh e Cable,[1] adattando un termine dalla botanica, chiamano "arrested development". In inglese è possibile trovare molte parole francesi nella "forma" in cui furono importate in Inghilterra nel medioevo: si confronti en. default con fr. défaut, en. subject con fr. sujet. Dopo un travaso, la pianta non cresce più per un certo periodo, mentre un'altra della stessa età continua a svilupparsi normalmente: le parole francesi, quando non rimaneggiate dagli umanisti nel XVI secolo hanno quindi conservato la "forma" con la quale erano state introdotte nel medioevo in quanto isolate in un contesto linguistico a loro estraneo.
A differenza della forma, il significato delle parole mutuate del francese (che in Francia rimase sostanzialmente immutato), dovette invece adattarsi nell'inglese a causa della concorrenza di altre parole anglosassoni con il medesimo significato: spesso cambiandolo, o portando all'estinzione del termine. Così, ad esempio, mentre courir non attecchì per la maggiore frequenza di run, le parole che si riferivano alla vita dell'alta società (francofona) ebbero la meglio, come court (fr. moderno cour) e chivalry (senso di cavalleria) ed ancora: per "maiale" esistono due parole diverse: pig è la bestia viva, che diventava pork quando era cucinata dai ricchi normanni (i contadini locali non potevano permettersi di mangiare carne).
Questo complesso scenario in cui le parole di origine romanza lottano per la sopravvivenza contro quelle anglosassoni, riflette il conflitto ben più drammatico tra civiltà anglosassone e normanna: dopo il distacco politico dell'Inghilterra dalla Francia (XIII sec) il francese perse, però, vigore: spassosa testimonianza ne è il personaggio della Monaca nei Canterbury Tales (I racconti di Canterbury), che parla maccheronicamente provocando l'ilarità della gente.
Diverse furono le parole eliminate sia nell'angoslassone sia nel franco-normanno, per quanto nel lessico il vantaggio penda nettamente in favore del mondo romanzo per l'influenza esercitata dal prestigio letterario del mondo romanzo e quindi dal Rinascimento. Nell'età elisabettiana si (re)introdussero termini francesi in forma più moderna e molti lemmi italiani prima incogniti (si pensi solo all'influenza delle forme letterarie come il sonetto, la commedia dell'arte, la musica italiana e la tragedia senechiana mutuate su modelli italiani). Il teatro elisabettiano sfruttò tra l'altro la presenza di una folta compagnia di attori e letterati italiani.
Questo processo di trasformazione è ancora in corso al giorno d'oggi: i verbi irregolari, influenzati da quelli di origine romanza, stanno assumendo poco a poco la -ed, per il passato e il participio passato (ad es. burnt > burned e dreamt > dreamed) mentre i genitivi sassoni sono ormai usati nelle forme più semplici: The Oxford Police (in cui Oxford è usato come semplice aggettivo) è molto più frequente di Oxford's Police, e la -m del dativo anglosassone di whom (chi), è ormai assente nella conversazione informale. Tutti fenomeni indicatori del lungo processo che ha avvicinato l'inglese al mondo romanzo più di tutte le altre lingue germaniche, senza tuttavia perdere le qualità fondamentali che da esso la distinguono.
La pronuncia dell'inglese standard britannico è caratterizzata come segue:
Per ascoltare e paragonare come si pronunciano le stesse parole nei vari accenti regionali e internazionali dell'inglese, si può consultare la pagina Sound Comparisons dell'Università di Edimburgo.
La pronuncia dialettale settentrionale (dallo Staffordshire, Leicestershire e Lincolnshire verso nord) è caratterizzata dai seguenti fatti fonetici.
Nel Sud
L'Irlanda si può suddividere, dal punto di vista linguistico in tre aree:
L'inglese parlato in Irlanda, specialmente il Pale, ha subito poche variazioni a livello di pronuncia mantenendosi per alcuni aspetti molto conservativo. Perfino al giorno d'oggi l'influsso dello standard britannico non si fa sentire molto fuori di Dublino.
A livello fonetico l'inglese d'Irlanda è caratterizzato dai seguenti fenomeni:
Nel lessico si riscontrano termini peculiari di origine gaelica, p.es. slean, vanga.
Il termine Hiberno deriva dal nome latino dell'isola, Hibernia, da Hibernus, "inverno", ovvero "terra dove è sempre inverno".
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