| Calcio |
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| Badge of Honour UEFA | ||||
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| Detentore della Coppa Italia di C | ||||
| Detentore della U.S. Open Cup | ||||
| Campione di Portogallo in carica | ||||
| Campione d’Olanda in carica | ||||
| Campione d'Uruguay in carica | ||||
| Campione di Serbia in carica | ||||
| Campione di Turchia in carica | ||||
| Campione di Russia in carica | ||||
| Biancoscudati, Biancorossi, Patavini | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali: | ||||
| Inno: | Forza Padova Gianni Malatesta |
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| Dati societari | ||||
| Città: | ||||
| Paese: | ||||
| Confederazione: | UEFA | |||
| Federazione: | ||||
| Campionato: | Serie B | |||
| Fondazione: | 1910 | |||
| Presidente: | ||||
| Allenatore: | ||||
| Stadio: | Euganeo (32.336 + 84 (tribuna stampa): 32.420 posti) |
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| Sito web: | www.padovacalcio.it | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali: | 1 campionato di Serie B 1 campionato di Serie C o C1 2 campionati di Serie C2 |
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| Trofei nazionali: | 1 Coppe Italia Serie C |
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| Trofei internazionali: | ||||
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | ||||
| « È costituita col nome di Associazione del Calcio Padova una società avente lo scopo di incrementare la pratica e la diffusione del Gioco del Calcio in particolare e degli altri sport atletici in genere col fine della educazione fisica della gioventù. » | |
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(Primo articolo dell'atto costitutivo del Padova, approvato il 29 gennaio 1910 dall'Assemblea dei soci tenutasi nella sede della Rari Nantes Patavium in Piazzetta del Teatro Garibaldi numero 3)
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Il Calcio Padova è una società calcistica italiana di Padova. Attualmente milita in Serie B.
Fondato il 29 gennaio 1910, disputa le sue partite casalinghe nello stadio Stadio Euganeo, la cui capienza è di 32.420 posti.
I suoi colori sociali sono il bianco e il rosso.
L’Associazione Calcio Padova viene fondata il 29 gennaio 1910 nella sede della Rari Nantes Patavium, in piazzetta delle Garzerie, e sceglie subito il bianco e il rosso come propri colori sociali. Dopo l’approvazione dello Statuto, i cinquanta soci eleggono il direttivo.
Presidente è nominato il barone Giorgio Treves de'Bonfili, vicepresidente il marchese Giuseppe Corradi. Il 20 febbraio la formazione biancoscudata esordisce in amichevole contro l’Hellas Verona e pareggia a reti bianche al campo “Giovan Battista Belzoni”.
Nella stagione 1913/1914 il Padova vince il campionato veneto-emiliano di promozione e passa al campionato di prima categoria dell’Italia Settentrionale, che si risolve con un dignitoso quarto posto alle spalle di Vicenza, Hellas Verona e Venezia. Autentico trascinatore della squadra è un cannoniere non ancora ventenne, Silvio Appiani, che mette a segno 17 reti in 14 partite. Il 20 ottobre 1915 il giovane soldato volontario Silvio Appiani muore sul Carso. Si spegne il suo grande talento, ma rimarrà negli anni come simbolo di giovinezza e passione per l’intero calcio padovano. Il 19 ottobre 1924 viene inaugurato lo stadio di via Carducci che ancora porta il suo nome.
Nell’estate del 1931, con il Padova in Serie B, diventa presidente l’ingegner Ferruccio Hellmann, che contribuisce all'acquisto di importanti calciatori. Il bomber Gastone Prendato va alla Fiorentina ma arrivano alcuni giovani di grande avvenire fra i quali Annibale Frossi o Alfredo Foni, che diventerà terzino nella Juventus nonché uno dei grandi del calcio del quinquennio (campione olimpico 1936 e del mondo nel 1938). Il posto di Prendato viene preso da Mario Perazzolo che con le sue 17 reti porta la squadra verso il secondo posto che vale la promozione in Serie A, dove la squadra rimarrà per due campionati prima di tornare in Serie B. Dopo una breve parentesi in Serie C, nel 1937 il Padova riconquista la serie cadetta contemporaneamente all’arrivo alla presidenza di Bruno Pollazzi. Diventa presidente nell’estate del 1937 e la squadra ottiene un ottimo quarto posto a soli 3 punti dalla vetta.
Nell'estate successiva giunge in biancoscudato Gino Cappello, attaccante diciottenne poi al Bologna, che si presenta alla prima stagione segnando dieci gol mentre al suo secondo campionato con i biancoscudati metterà in rete 29 reti in 28 partite. Nel campionato 1940-1941, concluso col quinto posto, viene ingaggiato Nereo Rocco, mezz'ala ventottenne che ha già vestito la maglia della nazionale e quella di club importanti come Triestina e Napoli e in seguito allenatore sempre del Padova. Adcock e Carlo Vitali sono i due centravanti (rispettivamente 17 e 18 centri) alla guida di un attacco che chiude con un bottino di 71 reti. Nell’estate del 1951 la dirigenza si sforza di modificare profondamente i connotati di questo Padova e a novembre, sotto la spinta di una classifica preoccupante, si corre ancora ai ripari ingaggiando il norvegese Knut Andersen. Ciononostante, la squadra alla fine retrocede.
Nel campionato 1953-1954 la squadra stenta e il presidente Pollazzi decide di sostituire il tecnico Rava con un allenatore segnalato da un suo amico, dirigente del Treviso: è Nereo Rocco, che traghetta i biancoscudati verso la salvezza. Dopo la sofferta salvezza Rocco viene riconfermato. La stagione successiva vede il dominio del Lanerossi Vicenza, ma il Padova lotta alla grande e nell’ultimo turno supera il Legnano e conquista col secondo posto un’insperata promozione. La città è in festa; Rocco ha ottenuto il meglio dai suoi e ha riportato il Padova in Serie A. Nel 1955-1956, dopo un avvio disastroso (1-2 dalla Lazio all’Appiani, 0-1 dalla Fiorentina in trasferta e un pesante 1-5 dal Milan ancora in casa), il Padova si afferma come la sorpresa del torneo. È iniziata l’autentica “era Rocco”. La squadra punta le proprie possibilità su un dispositivo difensivo potenziato: una casa solida, ama dire Rocco, comincia dalle fondamenta. Il suo “catenaccio” diventa una vera filosofia calcistica, capace di influenzare tutto il calcio italiano. La squadra si piazza addirittura ottava. Nel campionato 1956-1957 non si va oltre una salvezza tranquilla, terminando il torneo all’undicesimo posto, e nemmeno il 1957-1958 parte nei migliori dei modi. Ma dopo alcune giornate in sordina il panzer Sergio Brighenti e la piccola ala svedese Kurt Hamrin cominciano a fare faville. Il poderoso Padova dei panzer, già impenetrabile in difesa, acquisisce grazie a loro un eccellente potenziale offensivo, che può dunque promuovere ed esaltare il contropiede, complemento ideale del catenaccio. Il Padova chiude quello straordinario campionato al terzo posto, miglior risultato di sempre. Questa la formazione: Pin, Blason, Scagnellato, Pison, Azzini, Moro, Hamrin, Rosa, Brighenti, Mari (Chiumeto), Boscolo. Il 1958-1959 vede il Padova privato di Hamrin, che prende la via di Firenze, ma Rocco costruisce un altro capolavoro guidando la squadra al settimo posto in campionato e portando la coppia d’attacco Brighenti - Mariani in nazionale per un’amichevole a Wembley con l’Inghilterra (2-2 proprio con gol della coppia patavina). Il Padova è ormai acquartierato nelle zone nobili della classifica e l’Appiani (violato solo da Milan e Juventus) è un campo che fa paura a tutti. Ma il sogno termina l’estate del 1961 quando, dopo aver resistito più di una volta, Rocco deve cedere alle sirene di un grande club: lo chiama il Milan di Gipo Viani e l’appuntamento con gli obiettivi di vertice, nazionali ed internazionali, non può più essere rimandato. Il Pàron se ne va e con lui il pezzo più glorioso della storia della società biancoscudata.
Gli anni sessanta e settanta si rivelano avari di soddisfazioni calcistiche. Nel 1961-1962, orfano di Rocco e alle prese con una rosa da rinnovare, il Padova retrocede in B dopo sei anni nella massima Serie. Fatto eccezione per l'anno 1967 per la cavalcata del club biancoscudato, ancora relegato in Serie B, verso la finale di Coppa Italia, giocata contro il Milan di Trapattoni e Rivera persa per 1-0, il Padova nel 1981 vince la Coppa Italia Semiprofessionisti, oggi Coppa Italia Serie C.
Nel 1983 il Padova perde la finale del Torneo Anglo-Italiano col Cosenza. Dopo la retrocessione in Serie C1 dovuta ad un caso di illecito sportivo (Caso Padova) nel 1985 e dopo un paio di stagioni in questa categoria, ritorna in Serie B. Al termine del campionato 1993-1994 sotto la presidenza del commendator Marino Puggina, dopo uno spareggio vinto 2-1 contro il Cesena il 15 giugno sul neutro di Cremona, il Padova torna in serie A dopo 32 anni. Il Padova resiste due stagioni tra le grandi della Serie A, guidato dal presidente Sergio Giordani e dal tecnico Mauro Sandreani. Dopo un campionato caratterizzato da risultati importanti contro le "grandi" (vittorie in casa con Milan, Inter e un clamoroso 1-0 al delle Alpi ai danni della Juventus) ma modesti contro le piccole, si salva grazie allo spareggio con il Genoa, giocato a Firenze e deciso ai calci di rigore. Nel 1996 non riesce a bissare l'impresa, nonostante la prolifica coppia gol Goran Vlaović-Nicola Amoruso, retrocede e inizia un periodo nero che in soli quattro anni la vedrà sprofondare in Serie C2.
Nel 2000-2001 la squadra, guidata da Franco Varrella e trascinata da Felice Centofanti, torna in C1. Il 18 ottobre del 2004 il cavalier Marcello Cestaro diventa ufficialmente presidente della Società, subentrando all’imprenditore padovano Alberto Mazzocco. I biancoscudati sfiorano i Play-off con Renzo Ulivieri nel 2004-2005, ma al termine della stagione il tecnico toscano si dimette e la squadra passa sotto la direzione di Maurizio Pellegrino. Nella stagione 2006-2007 i patavini non partono benissimo per poi riprendersi nel girone di ritorno con l'arrivo alla guida di Andrea Mandorlini, subentrato a Maurizio Pellegrino. La squadra, però, conclude la stagione al settimo posto, fuori dalla zona play-off.
Il 18 marzo 2008, Ezio Rossi viene esonerato a causa degli scarsi risultati. Viene chiamato il tecnico della Berretti, Carlo Sabatini. A fine stagione 2007-2008 il Padova si classifica 6° ad un solo punto dal Foggia e dai Play-off pur avendo il miglior attacco di tutta la Serie C1 con 57 gol fatti.
Nella stagione 2008-2009 il Padova giocherà il suo undicesimo campionato di Lega Pro ex Serie C di cui 9 in Prima Divisione ex Serie C1 (l'ottavo consecutivo in Prima Divisione dalla stagione 2001-2002) e 2 in Seconda Divisione ex Serie C2, e prenderà parte insieme ad altre squadre di Lega Pro e Serie D alla Coppa Italia 2008-2009 con le squadre di Serie A e Serie B come nell'edizione 2005-2006.
Il 17 settembre 2008 il Padova dopo un avvio non incoraggiante in campionato dove racimola due punti in tre partite, viene eliminato dal Catania al Quarto turno di Coppa Italia per 4-0 dopo un inizio di torneo dove aveva eliminato il Pontedera, il Piacenza e il Chievo, squadra di serie A, presentandosi cosi al Quarto turno insieme al Ravenna come uniche 2 squadre non appartenenti alla serie A o serie B.
Il 12 gennaio 2009, dopo il pareggio per 0-0 contro il Legnano seguito da una contestazione dei tifosi nel fine partita, la società decide per l'esonero del direttore sportivo Mauro Meluso e dell'allenatore Carlo Sabatini. Al loro posto vengo chiamati Doriano Tosi (nuovo direttore sportivo) e Attilio Tesser (nuovo allenatore). Tuttavia il 22 febbraio dopo aver raccolto solo 4 punti in 5 partite, l'allenatore Attilio Tesser viene esonerato. Al suo posto viene richiamato Carlo Sabatini[1]. Il ritorno di Sabatini sembra risvegliare la squadra, che da quel momento ricomincia a risalire la china. Un filotto di cinque vittorie consecutive permette ai biancoscudati di raggiungere i play-off di Prima Divisione al quarto posto in classifica finale.
Il 17 maggio il Padova affronta nella semifinale play-off il Ravenna, pareggiando 1-1 all'Euganeo e vincendo per 2-1 fuori casa, dopo 90 minuti intensi, con i gol di Pătraşcu su punizione e Falsini. Nella finale d'andata arriva il pareggio interno per 0-0 contro la Pro Patria, dove i veneti sbagliano anche un rigore con Rabito. Alla fine della gara di ritorno, grazie alla vittoria per 2-1 con doppietta di Antonio Di Nardo, resa ancora più difficile dall'inferiorità numerica per tutto il secondo tempo (espulso Di Venanzio), il Padova torna in Serie B dopo undici anni di assenza.
La squadra inizia bene nel campionato cadetto, rimanendo imbattuta fino all'ottava giornata, 1-2 a Crotone, e dopo nove giornate è al 2°posto, in zona play-off, insieme al Cesena, altra rivelazione del torneo. In seguito arrivano le prime sconfitte che fanno scivolare il Padova ad un'attuale pericolante posizione in classifica e l'8 febbraio 2010, in seguito alla sconfitta con il Piacenza per 1-0 viene esonerato il tecnico Carlo Sabatini[2]. Il 9 febbraio il suo posto viene preso da Nello Di Costanzo[3].
| Cronistoria dell'Associazione Calcio Padova | ||
|---|---|---|
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La rosa e la numerazione sono aggiornate al 9 febbraio 2010[4].
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| Allenatore: | |
| Allenatore in seconda: | |
| Preparatore dei portieri: | |
| Preparatori atletici: | |
| Dir. Accompagnatore: | |
| Resp. Osservatori: |
Il settore giovanile del Padova è formato da squadre che giocano nei campionati Primavera, Allievi Nazionali e Regionali, Giovanissimi Nazionali, Regionali e categoria C, Esordienti e Pulcini. Con oltre 200 tesserati ed una scuola di calcio con oltre 200 bambini, il Padova Calcio con le sue società gemellate conta un totale di quasi 2.000 tesserati.
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
A |
26 | 1919-1920 | 1995-1996 |
B |
34 | 1930-1931 | 2009-2010 |
C |
29 | 1935-1936 | 2008-2009 |
In 89 stagioni sportive disputate a livello nazionale dalla fine della Prima guerra mondiale, compresi 10 tornei di Prima Categoria Nazionale e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A), 1 campionato di Cadetteria Mista Alta Italia (B), e 4 campionati di Serie C2. In precedenza il Padova aveva partecipato a cinque tornei vari del Comitato Regionale Veneto.
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Il Padova nella sua storia conta al momento tre esperienze in manifestazioni internazionali.
| Per approfondire, vedi la voce Coppa dell'Amicizia italo-francese 1961. |
Il Padova prese parte alla terza edizione della "Coppa dell'Amicizia" italo-francese nel 1961 nella selezione rapprestentante l'Italia composta da, oltre al Padova, SPAL, Lanerossi Vicenza, Atalanta, Milan, Venezia, Prato, Ozo Mantova, Como e Genoa. Gli italiani batterono la selezione francese per 22 punti a 18.
| Squadra 1 | Squadra 2 | andata | ritorno |
|---|---|---|---|
| 2 - 1 | 2 - 0 |
| Nazione | V | P | S | GF | GS | PT |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 9 | 4 | 7 | 31 | 29 | 22 | |
| 7 | 4 | 9 | 29 | 31 | 18 |
In questa edizione comoposta da 32 squadre il Padova vinse il suo girone battendo il Dorogi Bányász SE squadra ungherese, l'FC La Chaux-de-Fonds squadra svizzera e lo Spartak Plzen squadra della Cecoslovacchia. Ai quarti di finale il Padova passò senza problemi rifilando al OFK Belgrado squadra jugoslavia un secco 7-1 al andata e perdendo al ritorno per 4-3. Anche la semifinale non fu problematica contro gli ungheresi del Pécsi Dózsa FC: il Padova perse l'andata per 4-3 ma vinse al ritorno per 3-0. Disputò così la finale il 3 aprile 1963 in casa a Padova in una finale diretta che però vide il sogno dei patavini infrangersi proprio sul più bello. Fu infatti sconfitto dallo Slovnaft Bratislava della Cecoslovacchia per 1-0.
| Padova 3 aprile 1963 |
Slovnaft Bratislava |
1 – 0 | Stadio Silvio Appiani |
Il Padova vi partecipò per due volte. Nell'edizione 1983 in una tre giorni disputata tra il 23 ed il 25 aprile a Cosenza, per una final four che vide i biancoscudati imporsi in semifinale per 4-2 contro il Chelmsford. Nella finale del 25 aprile, dunque, i padroni di casa del Cosenza si assicurarono il titolo battendo il Padova dell’allora tecnico Bruno Giorgi per 2-0[5]. Vi partecipo' ancora nel 1993-1994 affrontando Portsmouth, West Bromwich Albion, Stoke City e Southend United.[6].
| Cosenza 25 aprile 1983 |
Cosenza |
2-0 – (1-0) | Stadio San Vito |
| Per approfondire, vedi le voci Stadio Euganeo, Stadio Silvio Appiani e Velodromo Giovanni Monti. |
Il Padova, durante la sua storia, ha giocato le partite interne di campionato su quattro diversi campi. Il primo fu il "campo di Via Belzoni" (oggi "Walter Petron") dove il 29 gennaio 1910 il Padova giocò la sua prima partita in assoluto contro il Verona. Il secondo fu il "campo Giovanni Monti" (ex stadio comunale) intitolato al giocatore Giovanni Monti e costruito al interno dell'omonimo velodromo inaugurato il 12 febbraio 1916 con la partita Padova - Verona finita 4-0. Il Padova vi giocherà fino al campionato 1922-1923. Il 19 ottobre 1924 adiacente al vecchio campo da gioco venne inaugurato il terzo stadio del Padova, l'Appiani, dedicato al ex giocatore del Padova Silvio Appiani. In questo stadio, una sorta di "catino" nel centro città temuto e rispettato dagli avversari[7], i tifosi patavini vivranno dal 1924 al 24 maggio 1994 gioie e delusioni della loro squadra, come il terzo posto della squadra di Nereo Rocco nel campionato 1957-1958, il ritorno in serie A dopo 32 anni nel 1994 o delusioni come il Caso Padova e altre retrocessioni. Nel 1994 infine viene inaugurato il quarto e, al momento, ultimo stadio di Padova, l'Euganeo, costruito per il ritorno in serie A. In questo stadio si sono consumate soprattutto delusioni per il Padova, come la retrocessione nel arco di 5 anni dalla Serie A alla Serie C2.
Dal 1991 il Padova e le squadre giovanili si allenano al "Centro Sportivo Euganeo" situato a Teolo ai piedi dei Colli Euganei in frazione Bresseo. Comprende 5 campi di cui uno con tribuna spettatori e molti altri confort.
Divisa
Nella storia della società padovana, due sono state le colorazioni principali della maglia del club: il nero e il bianco, utilizzato nelle prime partite, ed il rosso e bianco con lo scudo, tuttora in uso.
Stemma
Lo stemma storico della società padovana rappresenta uno scudo diviso in due parti. Nel lato sinistro una croce rossa su sfondo bianco, nel lato destro una scritta rossa su un piccolo sfondo bianco a sua volta su uno sfondo rosso. Per un certo periodo, dalla fine degli anni Ottanta all'inizio degli anni 2000, il vecchio scudo fece posto ad uno più moderno, di forma squadrettata, sempre con la croce nel lato sinistro, ma nel destro fece la sua comparsa la statua del celebre Gattamelata con una palla sotto lo zoccolo sollevato. Con l'arrivo di Alberto Mazzocco alla presidenza il Padova fece, tramite le pagine de "Il Mattino di Padova", un sondaggio per tutti i tifosi: tornare al vecchio stemma o tenere quello in uso da ormai più di 10 anni? I tifosi biancoscudati espressero la loro preferenza in gran numero, decretando il ritorno sul petto del vecchio, storico scudo che aveva fatto la storia del Padova nel secolo precedente[8].
La mascotte del Calcio Padova è la famosa gallina padovana, che proprio come il Padova ha i colori bianco e rosso.
| Padova 20 febbraio 1910 |
Padova |
0 – 0 | Stadio Giovan Battista Belzoni Arbitro: |
| Vicenza 3 marzo 1910 |
Vicenza |
3 – 1 | Arbitro: |
| Fasolo Vallesella Boeche |
Vallesella |
| Padova 20 febbraio 1949 |
Padova |
4 – 4 | Stadio Silvio Appiani |
| Roma 14 giugno 1967 |
Milan |
1 – 0 | Stadio Olimpico |
| Amarildo |
| Cremona 15 giugno 1994 |
Padova |
2 – 1 | Stadio Giovanni Zini |
| Busto Arsizio 21 giugno 2009 ore 16:00 Play-off finale di ritorno |
Pro Patria |
1 – 2 | Stadio Carlo Speroni (4000 circa spett.) Arbitro: |
| Urbano |
Di Nardo |
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Calcio Padova. |
| Presenze | |
|---|---|
| 349 | |
| 295 | |
| 270 | |
| 265 | |
| 261 | |
| 250 | |
| 241 | |
| 240 | |
| 238 | |
| 230 | |
| 224 | |
| 212 | |
| 205 | |
| 202 | |
| Goleador | |
|---|---|
| 86 | |
| 58 | |
| 54 | |
| 53 | |
| 50 | |
| 49 | |
| 44 | |
| 42 | |
| 41 | |
| 40 | |
Il Padova conta alcuni gruppi organizzati di tifosi. I primi sono gli ACP 1910 - ULTRAS PADOVA, poi ci sono anche i Juventude PD, Fronte Opposto, questi ultimi schierati politicamente ad estrema destra. In passato ne sono esistiti molti altri (tra di essi lo storico gruppo degli HAG - Hell's Angels Ghetto) che per vari motivi oggi non esistono più o si sono fusi dando vita ad altri gruppi.
I tifosi del Palermo sono gli unici gemellati con quelli del Padova.[10]
Queste le principali rivalità sentite dalla tifoseria padovana:[11][12]:
Il Padova Calcio, inoltre, è impegnato assieme al Comune in progetti nel campo sociale a favore del Villaggio Sant’Antonio, la “Città della Speranza” e l’associazione “Per un Sorriso”.
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v · d · m
Serie B 2009-2010 |
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|---|---|
stock | retire | vm
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